Masticare chewing-gum ti rende stupido?

Sapevi che memorizzare un numero di telefono è più difficile se stai picchiettando un dito sul tavolo?

Per lo stesso identico principio, masticare la gomma, contrariamente a quanto si crede comunemente, non favorisce la concentrazione… anzi! Sembrerebbe infatti che interferisca con … [Continua a leggere]


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Mai più segreti? Arrivano gli occhiali che leggono i pensieri!

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Pennsylvania university. Dopo una ricerca durata 5 anni, il team di studiosi guidato da Erich Fish (Phd) insieme alla facoltà di neuroscienze di Bristol ha messo a punto uno strumento in grado di leggere i pensieri.
Clichè dei  film di fantascienza, questi  occhiali in grado di leggere i pensieri potrebbero essere ormai alla portata di tutti grazie a questa notizia che ha dell’incredibile.
Data l’importanza dell’invenzione, Per la sua costruzione, il professor James Fish si é avvalso di uno studio che ha coinvolto ben 3000 soggetti sottoposti a fmri ed eeg.

Per poter funzionare, gli occhiali estrapolano lo spettro magnetico delle  onde cerebrali e, riconoscendo le aree del cervello coinvolte Read more »

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How to really love a child (come amare davvero un figlio)

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Sii presente.

Dí di sì il più spesso possibile.

Lascia che batta su pentole e padelle.

Se è di cattivo umore, fagli fare un bagno.

Se non è amorevole, amalo tu stesso.

Considera quanto sia importante Read more »

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Hai un sogno? Vai e inseguilo.

Reblogged from Slippers With Heel:

Kien Lam, fotografo asiatico residente a San Francisco. Per inseguire un sogno ha lasciato il lavoro per un’avventura folle: girare il mondo e farne un filmato di nemmeno cinque minuti. Il risultato? 17 paesi del mondo visitati in meno di un anno e questo video. Time is nothing

Viaggiare è il sogno di molti. Perciò, dream is nothing. do it.

Quando si dice "just do it" :)
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5 consigli per dire addio alle giornate storte

Se anche tu sei stufo delle “giornate  storte” in cui va tutto a rotoli, le prossime righe potrebbero fare al caso tuo.
Piccoli consigli che troppo spesso dimentichiamo di… ricordarci.

1) Prova a cambiare punto di vista.
Perchè, ad esempio, non provare a guardare il lato positivo delle cose?  Non si tratta certo di fare come Pollyanna ma nemmeno assomigliare al nonno brontolone di Heidi ha mai aiutato.
Il fatto è che la mente ci porta a notare con più facilità gli aspetti negativi e le difficoltà. E sai dove sta la fregatura?
Più aspetti negativi noti, più la giornata sembra andare peggio.
Hai presente quelle mattine in cui ti sembra di esserti alzato dal letto con il piede sbagliato, sei in ritardo, ti prepari in fretta ma sporchi la camicia con il dentifricio, non trovi le chiavi, incontri traffico, le telefonate di lavoro non vanno a buon fine e non vedi l’ora di tornare a casa ma per qualche strano scherzo del destino proprio quel giorno il direttore ti chiede di fare del lavoro extra?  E in tutto questo c’è di sottofondo il tuo brontolio su quanto faccia schifo questa giornata e su quanto la vita sia ingiusta? Ecco, questo è proprio quello a cui mi riferisco.  Se in principio, anzichè star li a rimuginare su quale piede hai poggiato in terra appena sveglio provassi semplicemente a pensare alle cose belle che potrai fare durante la giornata (per qualche consiglio vedi i punti successivi ;) ) o al bel film che hai visto la sera prima, credi che cambierebbe qualcosa? Io penso di si!

2) Pensa alla  soluzione, non al problema.
Facciamo un esempio: se sei alla ricerca di un lavoro, Continua a leggere

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Sei giù di morale? Tieni presente questo

 1. Dopo il primo provino cinematografico di Fred Astaire, la nota del regista della MGM incaricato delle prove, datata 1933, diceva: “Non sa recitare! Leggermente calvo! Sa ballare un po’!“. Astaire teneva quella nota sopra il caminetto nella sua casa di Beverly Hills.

2. Socrate fu definito “Immorale corruttore di giovani“.

3. Louisa May Alcott, autrice di Piccole donne, fu incoraggiata dalla sua famiglia a trovare lavoro come serva o come sarta.

4. Beethoven maneggiava con difficoltà il violino e preferiva suonare le proprie composizioni anziché migliorare la tecnica. Il suo insegnante lo definiva senza speranza come compositore.

5. I genitori del famoso cantante d’opera Enrico Caruso volevano che diventasse ingegnere. Il suo insegnante diceva che non aveva voce e non sapeva cantare.

6. Charles Darwin, padre della teoria dell’evoluzione, rinuncio a una carriera di medico e si sentì dire da suo padre: “Non ti interessa niente tranne la caccia, i cani e l’acchiappare topi.” Nella sua autobiografia Darwin scrisse: “Ero considerato da tutti i miei maestri e da mio padre un ragazzo molto ordinario, piuttosto inferiore alla media per intelletto.”

7. Walt Disney fu licenziato da un direttore di giornali per mancanza di idee. Inoltre andò in fallimento diverse volte prima di costruire Disneyland. Continua a leggere

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7 trucchi per andare d’accordo con il tuo cervello


Sapevi di avere un cervello plastico?
Se hai pensato ad un cervello fatto di plastilina e ti sei fatto una risata non sei poi così lontano.
Hai presente il vecchietto che incontri in piazza seduto sulla panchina che ti racconta la sua vita dicendoti che non ha più l’età per certe cose? Quello è il suo modo di intendere che il suo cervello non è più plastico, non è più cioè capace di adattarsi con facilità a una nuova situazione.

Fino a qualche tempo fa si pensava che solo il cervello dei bambini fosse in grado di cambiare e “plasmarsi” e che questa capacità tendesse a diminuire fino a scomparire in età adulta.

Quante volte, infatti, avrai sentito dire che è difficile imparare a suonare uno strumento quando si è grandi? O che un occhio pigro si può recuperare solo in una certa età dopo la quale è impossibile? Che si può diventare abili in uno sport solo se ci si esercita fin da bambini?

Il cervello plastico è l’abilità del cervello di cambiare imparando nuovi compiti, sviluppando nuove abilità di adattamento, “ricostruendosi” persino in casi gravi come quelli dei danni cerebrali.
Il tuo cervello, infatti, anche in questo momento mentre stai leggendo questo articolo, si sta modificando, sta cambiando le sue strutture per farti imparare e permetterti di adattarti all’ambiente.

Una ricerca molto recente invece ha sorpreso tutti, compresa la comunità neuroscientifica: il nostro cervello può cambiare e migliorare a qualsiasi età durante tutto il ciclo di vita!

Ma non è finita qui, c’è un’altra buona notizia: noi siamo in grado di orientare la plasticità, possiamo cioè decidere quando e come modificare il nostro cervello per renderlo più efficace.

Non male vero? Ma come fare?
Sensori attaccati al cervello? studiare 12 ore al giorno? Operazioni chirurgiche?
Niente di tutto ciò, il tutto è molto più semplice a farsi che a dirsi.

Basta infatti inserire alcune semplici abitudini nella propria routine quotidiana perchè il cervello rimanga sano e operativo con maggiore efficienza per tutto il resto della vita.
Nel caso non lo sapeste, il cervello è un organo davvero incredibile!

Vediamo allora quali sono queste abitudini: ne elencherò 7, l’ultima delle quali è il consiglio più prezioso che si possa dare. Continua a leggere

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[TEST] Il cervello del tuo bambino ha principalmente bisogno di una cosa: qual è?

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Di cosa ha bisogno il cervello di un bambino durante la prima infanzia? Quali sono le cose più importanti che dovrebbe imparare? John Medina, autore del libro “Brain rules for Baby” ci spiega con cosa “nutrire” il cervello del nostro bambino in modo che segua il suo naturale percorso neurobiologico.

Se le tue risposte sono state “Distinguere giusto e sbagliato”, “Imparare a non avere paura”, “Imparare a badare a se stesso” sappi che nessuna di queste farebbe molto contento il cervello del tuo bambino.

La prima cosa di cui ha bisogno, infatti, è il senso di Sicurezza.

Come dice John Medina, biologo molecolare con un interesse particolare nella ricerca sull’influenza dei geni sul cervello e autore del libro “Brain rules for Baby”, “forzare un bambino ad imparare qualcosa prima che il suo cervello sia pronto a farlo è solamente pericoloso“.

L’interesse primario del cervello è quello per la sopravvivenza, preoccupazione che sovrasta tutte le altre.
A dispetto di ció che si crede comunemente, il lavoro quotidiano del cervello non è quello legato all’apprendimento. Al cervello di un bambino, insomma, non interessa apprendere.

 Molti mamme e papà sono convinti, invece, che il cervello del bambino sia interessato in maniera quasi esclusiva ad imparare: di conseguenza, spendono molto tempo nell’insegnargli nuove cose e nell’osservare con quale velocità impari a parlare, camminare, mangiare da solo e cosí via.
John Medina chiarisce l’equivoco: questo non è esatto. In realtà, infatti, l’interesse principale del cervello di un bambino é sopravvivere, raggiungere quel senso di “mi sento sicuro, posso sopravvivere”. Continua a leggere

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Se nasci povero devi per forza morire povero?

Marco: “Da grande farò l’astronauta!”
Francesco: “Da grande sarò un pilota!”
Cristina: “Io farò la ballerina”

Piero: “Quanto mi piacerebbe poter comprare quella casa in campagna in mezzo al verde… Bah, non vale la pena pensarci, costa un bel po’ di soldi… In fin dei conti qui non sto poi così male dai.”
Maria: “Avrei proprio voglia di un mese di vacanza, sdraiata in spiaggia a prendere il sole. Però come faccio con il lavoro, la casa, non posso mollare tutto. Magari è solo un momento di stanchezza, passerà.”

Bene. Se doveste dire qual è la differenza più evidente  tra queste persone, cosa direste?

Esatto: l’età.  Naturalmente i primi 3 sono bambini, gli altri adulti.

Ora: notate per caso qualcosa di diverso fra le diverse affermazioni? Continua a leggere

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Come NON farsi lasciare in 10 giorni

Ok, prendiamo Chiara.

Chiara è una ragazza carina ma insicura, insicura come possono esserlo migliaia di persone. Un giorno incontra Marco, lui le piace molto, i due iniziano a frequentarsi e dopo un po’ intraprendono una relazione.
La forte insicurezza di Chiara la porta ad essere molto gelosa, più di una volta litiga con Marco che le chiede di avere più fiducia in lui e di non essere così gelosa. All’ennesimo battibecco Chiara capisce che il suo comportamento sta rovinando il rapporto con Marco… cosa scatta nella sua testa?  ”Se gli faccio vedere che non sono gelosa magari andrà bene, non mi lascerá”.

La nostra amica comincia così a mostrarsi meno gelosa; nonostante abbia molta paura che lui la  tradisca quando esce con gli  amici, soffre in silenzio mostrandosi quasi disinteressata e sicura di sè.

Per un paio di settimane la situazione sembra andar bene, tutto va a gonfie vele… o almeno così sembra. Dopo un po’, però, Chiara ha accumulato talmente tanta tensione nel mostrarsi diversa da ciò che sente realmente che litiga con Marco per ogni sciocchezza, ogni piccola cosa, da un ritardo ad un appuntamento ad una parola detta con tono sgradevole. continua a leggere

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